La Camera da letto e la Luce – Intervista ad arch. Marzia Mazzi

Da sempre, fin dagli albori, l’uomo è guidato nella sua giornata dalla luce che scandisce azioni e momenti. Questa relazione con l’ambiente è andata perdendosi con l’evoluzione della moderne condizioni sociali, eppure, anche se l’uomo ha imparato a vivere in ambienti a volte privi di luce, questa ha ancora la sua importanza, e in particolare quella naturale ricopre un ruolo sempre fondamentale. Ma quanto è utile nella regolazione del sonno, nel ciclo sonno/veglia e in generale nell’organizzazione della camera da letto?

La luce è fondamentale. Il nostro ciclo circadiano, che è il ciclo di attivazione del metabolismo e di tutti i nostri ormoni del corpo, segue l’andamento del sole, indipendentemente dal fatto che lo riconosciamo o meno; è un processo che avviene in maniera istintiva nel corpo a tutte le età, e nel bambino ancora di più. Perché spesso si dice che un bambino che soffre di problemi di insonnia è bene che stia molto in natura e giochi all’aperto? Perché avere la possibilità di un contatto diretto con il sole e con la luminosità, oltre che con l’ambiente naturale che in generale tende a riequilibrare i nostri livelli ormonali, aiuta moltissimo perché si stanno mandando informazioni chiare al corpo, che riconosce così ancora di più l’alternanza tra giorno e notte. Diverso è per i bambini che vengono tenuti tantissimo in casa, in cui c’è una sorta un po’ di scollamento da quello che è il ritmo naturale esterno.

Quanto è importante la luce per la definizione della qualità del nostro sonno? E aprire le finestre per far entrare luce durante il giorno è una pratica comunemente considerata salutare, perché?

Allora, intanto un punto: il sole è importante nel definire la nostra qualità del sonno ma non solamente in termini di sole che entra nella camera da letto, perché se ci pensiamo poi la camera da letto è una stanza che utilizziamo esclusivamente di sera, tranne magari per i bambini per cui la stanza può avere una funzione mista. Il sole è in generale importante nell’arco di tutta la nostra giornata. La luce naturale è indispensabile, non è contemplabile la possibilità di dormire in stanze in cui non c’è la possibilità di avere luminosità diretta, indipendentemente dall’orientamento, nel senso che a volte ci sono camere che sono esposte a nord, dove quindi la luce del sole non entra in maniera diretta, però c’è luminosità che arriva comunque dall’esterno. Questo significa che camere da letto senza finestre sono veramente molto rare, ma anche perché la normativa italiana non lo consente perché non sono salubri. Un inciso su questa cosa, anche i sottotetti sono situazioni in cui va valutato bene se possano essere trasformate in camere da letto: intanto, di nuovo, c’è una normativa italiana che dice che se non ci sono determinate condizioni e determinate altezze, e anche rapporti di aereo-illuminazione, non è sano e non è permesso organizzare camere da letto nei sottotetti. Però sappiamo che è una moda abbastanza diffusa quella di voler recuperare un po’ qualsiasi tipo di spazio utile all’interno della casa. Quindi va bene stare nei sottotetti quando questi  hanno finestre ad altezza occhi: una camera da letto che non ha nelle pareti delle finestre, ma ha solamente i velux, i lucernari, è una camera che funziona male. Può essere accettabile per un adulto che va nella camera solo per dormire, è invece totalmente inaccettabile per un bambino che magari in camera ci passa anche dell’altro tempo durante il giorno, perché siamo abituati ad avere una costante interazione con l’esterno. Quando l’ambiente invia informazioni contrastanti con l’esterno, accade che il bambino tende per naturale reazione a chiudersi verso l’interno, perché lo stimolo ambientale è quello del non interessarsi di cosa succede fuori, e di stare dentro. Le situazioni vanno quindi valutate bene, io ho avuto numerosi casi di clienti che si sono trasferiti in abitazioni in cui poi i bambini sono andati a dormire in camere senza finestre a parete ma solo con velux, e nel giro di qualche settimana ci sono state importanti reazioni comportamentali, segnalate da asili e da maestre, in cui il bambino si chiudeva ed era meno collaborativo. Stiamo parlando anche di un momento di vita in cui il bambino è sensibilissimo ed è fortemente in connessione con i suoi bisogni profondi, e tende a reagire in maniera molto veloce a quello che lo circonda, anche a stanze o case di questo tipo.

Per esempio i bambini sono estremamente sensibili e si spostano da soli: quando riconoscono di essere in un ambiente che non soddisfa i loro bisogni primari, si spostano. Può essere perché l’ambiente non ha finestre, perché il letto è messo in una posizione troppo esposta che non li fa sentire sicuri, e ce li ritroviamo che dormono nel letto del fratello, o sul tappeto, o sul divano in salotto, oppure vengono a dormire nel letto di noi adulti: semplicemente si spostano e si tolgono da una condizione che non sentono sicura.

La luce artificiale può sostituire quella naturale? E in questo caso, come sarebbe meglio sceglierla per la camera da letto?

In generale toni di luce calda, quindi non luce fredda, non luce al neon, non lampadine a basso consumo, è finita quell’epoca: ci sono tantissimi studi che evidenziano come in particolare la luce a basso consumo è estremamente dannosa per la salute, perché ha una vibrazione che può portare problemi di mal di testa, abbassamento della vista e quant’altro. Le luci di nuova generazione sono le luci a led, che hanno tonalità calde e fredde e rispettano i principi del risparmio energetico, per cui la tecnologia ha già fatto un grosso passo in avanti in questo senso. Inoltre, è sicuramente fondamentale in camera da letto, più che in altri ambienti della casa, avere la possibilità di regolare l’intensità luminosa.

Secondo la cromoterapia e altri studi in generale, la luminosità più utilizzata per il sonno, quella più diffusa, prevede di utilizzare lampadine blu, anche se su questo punto ci sono opinioni molto discordanti. C’è chi afferma che sono estremamente funzionali per accompagnare la fase del pre-sonno, c’è chi invece dice che tendono a stimolare la ghiandola pineale e quindi invece che sortire un effetto di rilassamento, tendono a eccitare…  il dibattito è ancora molto aperto su questi temi.

Capita spesso che i bambini per addormentarsi richiedano di tenere accesa una luce perché spaventati dal buio… ma una luce notturna può disturbare il sonno?

Allora, qui va valutato caso per caso. Sicuramente se c’è la richiesta da parte del bambino di avere necessità di avere più controllo sull’ambiente, è perché quando resta al buio perde il controllo ed è in balia di ciò che succede attorno a lui. Se il bambino vive questo momento come un momento di disagio, io sono dell’opinione che comunque vada assecondato nei suoi bisogni, fermo restando che bisogna lavorare sull’aspetto di che cosa ha causato la problematica del buio, perché abitualmente è qualcosa di collegato a situazioni, vissuti in famiglia, vissuti nei contesti sociali esterni, che quindi ha un’origine che non è un’origine istintiva, perché di base l’uomo, il mammifero, non ha paura del buio, a meno che non ci siano stati dei traumi. Una cosa che io spesso consiglio nelle camere da letto dei bambini sono le lampade di sale che fanno una luce molto calda, con un tono molto delicato. Ovviamente poi lì dipende dalle dimensioni, però, più che le lucine comunemente chiamate di cortesia, avere una lampada di sale può essere interessante perché rende l’atmosfera molto calda. Essendo elementi molto piccoli in ambienti che hanno una certa grandezza, però, diciamo che lavorano bene solo sull’aspetto dell’atmosfera, non su altro.

 

 

Marzia Mazzi

Marzia Mazzi

“Marzia Mazzi è architetto, e vive un percorso che la porta a collegare gli spazi e gli ambienti agli aspetti più interiori delle persone.
La sua sensibilità la porta ad approfondire i temi del benessere, diplomandosi in Naturopatia e conseguendo il Master di Kinesiologia Applicata presso l’istituto RIZA di Medicina Psicosomatica.
Contemporaneamente si immerge nel mondo del Feng Shui e si diploma con il “Master di Teoria e Pratica del Feng Shui” con Creative Feng Shui, dove entra a far parte dell’organico occupandosi di formazione professionale in tutta Italia e di consulenze Feng Shui per privati ed aziende.
Nel 2012 fonda SpazioUmano dove prosegue in maniera autonoma il percorso di insegnamento, consulenza, ricerca e analisi Feng Shui del legame che intercorre fra benessere e ambiente abitativo e lavorativo.
Nel 2014 crea la Scuola di Specializzazione in Feng Shui e Architettura del Benessere, rivolta a formare figure professionali con un nuovo approccio al mondo dell’abitare, per creare spazi che sostengono il benessere.
Attraverso corsi, conferenze, workshop e il blog di SpazioUmano – www.spazioumano.com – promuove una nuova consapevolezza sul ruolo degli ambienti nell’equilibrio e negli obiettivi della persona.”