4 Tecniche di Rilassamento per combattere l’Insonnia

Abbiamo già descritto in precedenza come il sonno sia una componente essenziale nella nostra vita, che ci accompagna fin dagli albori e segue il nostro ritmo e la nostra crescita anche in termini di esigenze. Questo è stato anche riaffermato dall’Arch. Marzia Mazzi nella sua intervista, intervista in cui per altro si individuavano diversi interessanti aspetti legati alla percezione dell’ambiente del riposo e di come va progettato. Le ore di riposo però spesso risultano insufficienti e lo stress e la stanchezza si ripercuotono in maniera negativa, non solamente sulla facilità di prendere sonno la sera, ma anche sulle nostre giornate e sulle nostre pratiche quotidiane. Poche ore di sonno o un sonno di scarsa qualità infatti influiscono sulle nostre attività e sul nostro rendimento scolastico e lavorativo, influenzando le nostre capacità cognitive. Per questo qui ci concentriamo sulle tecniche di rilassamento per combattere l’insonnia.

La mancanza di riposo può manifestarsi in modi diversi, interessando in particolare la concentrazione che influisce sulle nostre capacità di attenzione in ogni campo, rendendo così più lungo, faticoso e in alcuni casi anche pericoloso il nostro operato. Ma non sono solo i lavori fisici a risentirne: anche stare seduti davanti ad uno schermo può danneggiare: la stanchezza e il sonno infatti, ci rendono più sensibili agli stimoli luminosi del computer.

Pratiche sane di sonno e riposo, invece, aiutano a consolidare la memoria, permettendo al cervello di immagazzinare le informazioni ricevute registrandole come acquisite, in modo da potersi concentrare sull’ottenimento e l’apprendimento di nuove informazioni. Al contrario, la mancanza di sonno può danneggiare la nostra memoria compromettendo le nostre capacità e possibilità sia al lavoro che nella vita quotidiana. Anche nella nostra vita le conseguenze generate dalla mancanza o dall’insufficienza di sonno possono essere ben visibili, portandoci a stati di ansia, agitazione e irrequietezza anche nei momenti di veglia non legati al lavoro, mentre mancanza di reattività, nervosismo e confusione possono influire anche sulle relazioni sociali. Ecco quindi che sotto molti aspetti il sonno e il riposo si legano alla nostra produttività, e al di là delle esigenze fisiche di ciascuno di noi, è bene che si dedichino al riposo tutte le ore necessarie.

Molte persone però, faticano ad addormentarsi, sviluppando una difficoltà cronica chiamata insonnia. Tra le maggiori cause che portano all’evoluzione di questo disturbo del sonno, sono da ricordare le condizioni mentali e psicologiche con le quali ci avviciniamo al momento del sonno: ansia, rabbia e stress sono situazioni con le quali ormai conviviamo nella nostra società, ma che comunque possono influire sulla nostra vita e sul nostro sonno. Ma non sono le uniche; come già affermato dalla Dottoressa Mazzi, infatti, ci sono delle condizioni della camera a cui possiamo prestare attenzione. Se nonostante tutto comunque il sonno fatica a presentarsi, vogliamo suggerirvi alcune tecniche di rilassamento per combattere l’insonnia utili non solo per diminuire lo stress accumulato durante la giornata e rilassarci per tranquillizzarci e predisporci al sonno, ma anche per interrompere i pensieri negativi che spesso si presentano quando ci corichiamo e rendono più difficoltoso e disturbato il nostro riposo.

Tecniche che arrivano dallo yoga e della meditazione e basate sulla respirazione e il suo controllo possono risultare molto utili in alcuni casi, soprattutto se accompagnate da musica o suoni naturali come la riproduzione della pioggia o delle onde del mare. La musica e alcuni suoni hanno infatti la capacità di modificare il tono dell’umore e di rilassare i muscoli del corpo alleviando le tensioni. Nel buio della stanza è possibile concentrarsi sulla respirazione profonda e sentire il passaggio dell’aria nel nostro corpo, focalizzandoci su di esso e indirizzandolo verso una condizione sempre più profonda e lenta, abbandonando al contempo i pensieri negativi. Esistono vere e proprie tecniche di rilassamento per combattere l’insonnia attraverso il controllo della respirazione, tra le molte, una chiamata “4-7-8” suggerisce di dividere il respiro in tre momenti distinti e controllare ciascuno di essi contando fino a 4 per l’inspirazione, 7 mentre si trattiene il fiato e 8 nel momento dell’espirazione.  

Anche la nostra mente può essere allenata e indirizzata nei suoi pensieri. Una tecnica chiamata mindfulness ci invoglia a prendere consapevolezza della nostra vita e dell’importanza del momento, accettando la nostra condizione senza preoccuparci troppo del futuro. Se questo risulta troppo difficile tuttavia, è possibile visualizzare nella mente un’immagine positiva, calma e pacifica, capace di donarci tranquillità, come una spiaggia calda o un bosco fresco, o ancora una casa col fuoco acceso, e immaginarci immersi in quell’ambiente.

Il rilassamento muscolare, infine è un’altra ottima tecnica per allontanare le tensioni e prepararsi per il sonno; consiste nel tenere in tensione per pochi momenti alcune parti del corpo alla volta, iniziando dai piedi fino ad arrivare a tenere in tensione tutto il corpo per poi rilasciarlo e abbandonarsi al sonno.

Al di là delle tecniche di rilassamento per combattere l’insonnia fisiche e mentali che possiamo applicare poco prima di addormentarci, la Dottoressa Mazzi ci suggerisce l’efficacia della cromoterapia e dell’aromaterapia al fine di ricreare nell’ambiente le migliori condizioni possibili. Per quanto riguarda l’aromaterapia, secondo l’architetto, per ottenere degli effetti consistenti è utile utilizzare oli essenziali naturali. Una delle essenze più consigliate in problematiche connesse al sonno è la lavanda, tanto che abitualmente anche per bambini molto piccoli che tendono ad avere difficoltà durante la fase del sonno, alcune gocce di lavanda sul cuscino sono molto rilassanti, così come l’arancio. Altro metodo efficace per la diffusione dell’aroma nell’ambiente è l’uso di diffusori al vapore, soprattutto in contesti di case molto coibentate dove ci sono alti gradi di riscaldamento, e inquinamento elettromagnetico, dove l’aria diventa più elettrica e dove quindi è più difficile addormentarsi. Queste essenze nell’umidificatore ricreano un equilibrio elettrostatico dell’aria che favorisce molto il rilassamento.

Per quanto riguarda invece la cromoterapia, i consigli arrivano sempre dall’Architetto Marzia Mazzi:  

“Io trovo che quando l’ambiente tende ad essere troppo coordinato, tende ad irrigidirsi un po’, perchè diventa poco naturale, poco spontaneo. Quando si parla di colore è importante quello che viene dato alle pareti o attraverso degli arredi di una certa grandezza. Volendo dare delle linee guida, diciamo che se dentro la camera vogliamo fare anche solo una parete colorata, è importante che questa sia quella su cui è appoggiata la testata del letto perché stiamo andando a definire priorità e importanza a questo arredo che è un po’ il fulcro della stanza. Poi si può decidere di ripetere e riproporre lo stesso colore anche attraverso altri dettagli, io sono però per variare anche, magari abbinare a quel colore anche altri colori che stanno bene insieme e che vengono percepiti in maniera gradevole”.

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